La nuova bussola quotidiana: Convegno a Milano sul mercato della maternita’

Di Ettore Gotti Tedeschi

Giovedi 28 settembre dalle 15 alle 19 alla Biblioteca Ambrosiana a Milano si terrà un convegno internazionale organizzato da CORE (Comment on Reproductive Ethics) che è una delle   maggiori organizzazioni pro-life inglesi (fondata da Josephine Quintavalle). Il titolo è “Il triste mercato della maternità moderna”. Parteciperanno, oltre agli organizzatori, monsignor Luigi Negri, l’on. Eugenia Roccella, la giornalista Anselma Dell’Olio, lo scienziato ginecologo prof. Bruno Mozzanega ed il sottoscritto.

Vorrei dare un contributo assolutamente personale per spiegare l’importanza di questo incontro-confronto. Introduco il mio pensiero con una considerazione forte: la Bioetica è finita, si impone il Biodiritto. Non solo è finita la concezione di cosa è etico e non etico in senso morale, ma siamo costretti a riconoscere che chi spiegherà cosa è morale sarà la  gestione della scienza medica; l’etica  biologica diverrà sempre più funzione delle scoperte scientifiche che influenzeranno le tendenze socioculturali. Chi stabilirà perciò il Biodiritto sarà, di fatto, un organismo satellite dell’Onu: l’OMS (Organizzazione mondiale della sanità), che dovrà preoccuparsi anche di contrastare quei residui di concezione superstiziosa delle religioni, come quella cattolica, che ancora rivendicano una sacralità alla vita umana.

La tesi che, personalmente, sostengo da decenni è che la negazione del valore della vita, dei figli e della famiglia sia stata voluta e pianificata grazie ad un processo di laicizzazione gnostico globale, con giustificazioni apparentemente buone di difesa dei diritti umani (da parte di OMS, Unesco, Unicef..), ma con i veri risultati obiettivi nefasti. Si pensi solo al camuffamento vero e proprio  dei diritti umani, di libertà, del valore della vita e della morte, alla  mutazione del concetto di salute, di benessere, della generazione di figli fino alla Planned Parenthood.

ONU e satelliti son diventati la nuova “santa sede” della autorità morale al mondo ed emanano “encicliche” che vengono imposte, si chiamano “biodiritti”, che rendono inutili i famosi comitati di bioetica. I nuovi parametri della salute si rifanno ad una innaturale qualità della vita, la salute è divenuto uno stato di benessere psicofisico, mentale e sociale. Il valore della riproduzione si fonda ora su un principio piuttosto “creativo”: “sesso senza concepimento e concepimento senza sesso, beninteso con selezione per figli sani, belli e intelligenti”, escludendo pertanto problemi di differenze biologiche e genetiche che condizionino la salute. Ciò sulla base del famoso annuncio dell’OMS del 1989 sulla salute selettiva: “Salute per tutti, ma non per tutto”.

Si immagini lo spazio “economico“ conseguente a questa rivoluzione etica, dagli investimenti ed uso delle biotech, per creare la vita e perfezionarla, fino al “maternity traffic” relativo alla mercificazione del corpo, oggetto principale del convegno. Benedetto XVI in Caritas in Veritate aveva ben  affrontato questo tema.

Ma, sempre esprimendo una mia personale opinione, ora la Autorità Morale che un tempo affermava e difendeva “princìpi non negoziabili”, che farà? Se si opporrà a questa nuova morale globale, negherà la sua attitudine a realizzare un patto di riconciliazione con il mondo globale con il quale sembra essersi impegnata per non influenzare mai più le leggi degli stati in materia di vita e famiglia con questioni di fede, rinunciando ad intervenire nella edificazione della società. Se poi, come apparirebbe, ha deciso di aprirsi a tutto e tutti senza escludere nessuno, accogliendo ogni tipo di unione per affermare pluralismo teologico-familiare, sarà costretta (sulla base della “realtà”) ad assogettare il dogma alle leggi sulla evoluzione? Ma se dogma e dottrina evolvono non possono più valutare e giudicare. Così si rischia di arrivare a separare fede e ragione, trasformando la fede in sentimento lasciato alla coscienza personale e trasformando la ragione in pura constatazione della realtà.

Tutto ciò porterà  anche ad una costo economico inimmaginabile che si può definire “disumanizzazione“. Naturalmente i geniali gnostici che governano il mondo, dopo aver escluso la vecchia “santa sede”, hanno già pronta la soluzione compensatrice: l’intelligenza artificiale. Tutto questo verrà discusso il 28 settembre alla Biblioteca Ambrosiana a Milano.

 

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-la-nuova-santa-sede-si-chiama-onu-20972.htm

Share Button